Conselve
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CENNI STORICI
 

L'origine latina del nome "Conselve" fa supporre un legame piuttosto stretto con l'epoca romana. I primissimi documenti (954) parlano di "Caput Silvae" e "Caput Silvis" (luogo posto all'inizio della boscaglia, punto principale e più frequentato della boscaglia); in seguito il nome si presenta come "Cum Silvis" (luogo circondato da boscaglie). Nel 954 appunto, in una donazione fatta dal duca Almerigo, vengono localizzati alcuni terreni "siti lungo la Via Annia" che è chiamata antica e posta in vicinanza della "Caput Silvae". In altra donazione del 983, si usa la parola "Causelvo"; nella decima papale del 1297 si trova già la trasformazione finale (Caput-Cau-Cao-Co-Con) "Consilvis".

Richiami precedenti non esistono proprio perché anche Conselve subì le conseguenze del vandalismo e dell'oscurità dei secoli precedenti.Tutto fa supporre, compresa la toponomastica, che il conselvano abbia conservato a lungo l'aspetto di una desolante palude, fatta di acquitrini melmosi, di stagni putrescenti, 

di bacini lagunari, di fiumi dal percorso disordinato e facilmente straripanti, di fittissima e spontanea vegetazione, minuta e boschiva, progressivamente diffusa man mano che le paludi, anche per effetto del calore solare, si prosciugavano lasciando rilevanti depositi di sale. Non è improbabile che Conselve sia "figlia dell'Adige". Poi l'Adige si ritirò. Conselve rimase adagiata sopra le "lupie" (alluvies: dossi, elevature sabbiose e argillose), disseminate ovunque assieme alle tante "brusaure", terre bruciate, aride e quindi non più fertili.
 

Tutto il terreno di Conselve si estende ondulato: lo stesso Duomo è costruito su parte elevata, al sicuro dalle acque. Il fatto spiega perché il paese non si è sviluppato attorno alla zona del Castello, come sarebbe stato più naturale. Occorre ricordare la "isola di Conselve" citata in un documento del 1205, nel quale si parla pure di un lago esistente nel 1147, nella campagna detta Rivola, in contrada Padelga ai confini del paese, lago che fu prosciugato più tardi e divenne terra coltivabile di proprietà del Comune.
Crollato l'Impero Romano d'Occidente (476), si accanirono le lotte fra gli stessi barbari invasori che intanto continuavano ad infiltrarsi.

L'Italia fu divisa dai Longobardi in province. Il popolo, legato alla terra (servo della gleba) era ritenuto un tutto uno con essa; non aveva un nome ma faceva numero come i buoi, i cavalli e i campi. Nel 589, racconta Paolo Diacono, l'Adige, per mancanza di argini che i Longobardi impedirono di elevare, ruppe alla Cucca di Verona, inondando spaventosamente anche tutta la nostra zona, spazzando via ogni segno di vita. Con la carestia, si presentò una peste altrettanto catastrofica. Qualcuno ritiene che questa sia stata l'inondazione che ha fatto deviare il corso dell'Adige, spostandolo più a Sud sull'alveo attuale. Delle nostre zone, per due secoli circa, non si parla più essendo stata Treviso la preferita dai Longobardi. Nel frattempo l'onnipotenza dei Duchi mise in forte crisi l'autorità del Re, già in serio pericolo per la sua opposizione al Papato. 
Nel 774, Carlo Magno con i Franchi, approfittando della situazione, affrontò e sconfisse per sempre i Longobardi, facendo prigioniero l'ultimo loro Re, Desiderio. Con i Franchi ben presto nacque la "Marca" (diversi duchi o conti raggruppati sotto il controllo di un Marchese): così anche Conselve finì sotto la Marca Trevigiana iniziando un nuovo capitolo di storia. Le antiche cronache parlano di Conselve come della preferita sede dei vicari imperiali.
Nel IX secolo fu instaurato il regime feudale da Carlo Magno, eletto Imperatore dei Franchi da Papa Leone III. Le terre vennero distribuite a Vassalli, Valvassori e Valvassini. Le nostre terre furono divise dalla Marca Trevigiana, fra quattro Conti, affidando ad Alferisio Maltraversi gran parte del padovano e quindi anche il Castello di Conselve. Sul finire del IX secolo, arrivò un'altra ondata di barbari dalle Alpi Carniche: gli Ungheri, che nel 914 giunsero anche a Conselve, briciando, fra l'altro, anche l'Oratorio di S. Francesco (Gentilini) come ne fa fede una lapide in marmo nero, ricostruita e lì conservata. In questi frangenti di estrema difesa, Berengario, Re d'Italia, concesse ai Vescovi che ne avevano fatto richesta, l'autorizzazione di costruire i "castelli". Anche Conselve ebbe il suo, costruito dai Signori di allora, i Lazara. La prima notizia è del 948.
I primi feudatari di Conselve, con pieni poteri su persone e cose, protetti da masnade, furono i Conti, famiglia sicuramente staccata dalla Signoria di Padova, allora affidata ai Vescovi. La tristezza dei tempi si palesava nella miseria dei tuguri di fango e paglia, senza letti e senza ripari, nella scarsità e insicurezza delle strade e dei ponti, nelle carestie e nelle pestilenze ripetute, nella mancanza di leggi e di istruzione.

 

Agli albori del 1200, i frati Benedettini, affiancandosi al programma dei feudatari, incrementarono la loro opera di disboscamento e di bonifica; sorsero i primi ospedali e ospizi per i poveri e per i pellegrini diretti alle Crociate o ad altre chiamate di guerra (l'ospizio di Conselve era intitolato a S. Maria).
A mantenere alta la tirannia e l'oppressione, quando tutto preludeva a ripresa, si presentò nel Veneto il feudo degli Ezzelini. Provenivano dalla Germania al seguito dell'Imperatore Corrado II il Salico, dal quale furono investiti dei feudi di Onara e di Romano, ricavando da quest'ultimo il nome. 
A Padova, allora, il libero Comune era retto da un podestà (dal 1175). Anche i centri più grossi della provincia, come Conselve, ebbero, fin dal 1325, un loro podestà, a differenza degli altri piccoli villaggi che ebbero soltanto un vicario.

Ezzelino III, figlio del Podestà d Treviso Ezzelino II detto il Monaco e fratello di Alberigo, fu scomunicato da Papa Innocenzo IV per il protrarsi delle crudeltà commesse. Ma né lui, né il suo crudelissimo Ansedisio si arresero e continuarono a far scorrere il sangue per le vie di Padova. Al grido di tanto dolore, Papa Alessandro IV rispose bandendo una crociata, nel 1254. Il luogo di raduno delle forze papali fu stabilito presso Torre di Bebe (alle foci dell'Adige). A Conselve, il primo scontro fu catastrofico per gli Ezzeliniani che, prima di fuggire a Pernumia, saccheggiarono, incendiarono e rasero al suolo il paese. I conselvani, anche se piangenti, accolsero felici il liberatore. 

Sotto il Comune, di nuovo libero, la vita riprese intensa e laboriosa. A Conselve fu inviato un Podestà molto quotato, stipendiato con £ 100 semestrali, come i Podestà dei più grossi centri della provincia. Ma la felicità durò solo 70 anni poiché, nel 1325, arrivò un nuovo duro colpo per Conselve. Invidioso da tanto tempo di Padova, Cangrande della Scala, messo in fuga da Altichiero degli Azzoni, si postò attorno a questo nostro paese, lo devastò con le sue masnade, lo incendiò, riducendolo a tale bassezza che da Podesteria passò a Vicaria, rimanendo così per tutta la dominazione veneta.Il secolo XIII fu caratterizzato dalle prodezze di Ezzelino da una parte e dalle lotte tra Carraresi e Scaligeri dall'altra, le due potenti famiglie che improntarono di sé la storia di Padova e di Verona anche nel XIV secolo. Dietro di loro si muovevano Venezia e Milano, nonché l'impero germanico e il papato, sia pur con scopo di controllo e di limitato interesse. Il libero Comune, sempre in embrione, ancora una volta crolla. I Carraresi, oriundi dai Franchi, divennero signori di Conselve nel 1217, acquistando beni già posseduti da altri.Ultimo Vicario a Conselve, sotto i Carraresi, fu Francesco Normanini di Bassano che fece edificare, nel 1402, il palazzo della Vicaria, come fa fede una lapide, riprodotta sull'originale e conservata nella vecchia sede Comunale.

  

Con l'arrivo di Napoleone Bonaparte, a Conselve rimase la carica di Vicario, nominato dal Senato Veneto della Repubblica Serenissima; ne fu estesa anzi la giurisdizione a 42 ville e a 23 località, fino a Concadalbero, Anguillara, Battaglia, Albignasego, Ponte S. Nicolò, Bovolenta, Pozzoveggiani, ecc. per un totale di 36.000 abitanti. Il primo Vicario di Conselve fu Nicolò de Lazara, già possidente in Conselve e proveniente dall'antico casato legato al castello. A salvaguardare l'ordine pubblico si istituì la "cérnide", corpo di soldati con incarichi civili e di guerra. Incaricato a raccogliere le imposte, piuttosto gravi, era il "massàro". 

I conselvani così cominciarono a respirare soddisfatti, anche perché Venezia non tardò a riversare qui i segni della sua inconsueta abbondanza. La politica di monopolio però faceva pesare il tributo a favore di cittadini veneziani e il severo controllo sul clero locale. Molte nostre terre furono acquistate dai veneziani, in virtù delle esenzioni fiscali loro spettanti. Così, a lungo andare, parrocchie e paesi non furono governati che da veneziani.
Fra i vari tipi di dazi, gravezze e imposte, ricordiamo il "campatico, la "colta", il "quintello" (tassa ereditaria), il "testatico" o "fuocatico" (tassa di famiglia), le "decime", le "redecime" (prediali), ecc. Tutto finiva a Venezia da dove soltanto poteva venire l'autorizzazione di trattenute per opere pubbliche. Le monete in uso erano il fiorino e il ducato. Le misure: i piedi e i passi.Lungo il Quattrocento, secolo di assestamento della Serenissima e della liberazione dei servi della gleba, a Conselve regna la calma e la pace portando frutti di operosità nella sistemazione dei terreni e nella coltivazione della canapa, del lino, del gelso, dei foraggi, della segala, delle patate, del granoturco e nell'allevamento delle api e dei bachi da seta. Furono costruite strade e ponti, nonché consolidati gli argini dei corsi d'acqua.
Nel 1518, a Pontecasale, Jacopo Tatti detto Sansovino costruì, per conto della veneziana famiglia Garzoni, la Villa Lazara di Palù, portentoso capolavoro architettonico di cui non rimane che il vetusto oratorio.

Nel 1556, sempre sotto la Repubblica Veneta, una legge sui "retratti e sulle bonifiche" venne a creare dei magistrati delle acque. Sorsero allora gli Scoli Consorziali, utili per la raccolta e l'incanalatura delle acque piovane. Elenchiamo quelli ancora esistenti: a Nord, la Fossetta; a Sud-Est, il Sorgaglia e il Sardellon; a Sud, la Fossona e quello dell'Olmo. Sembra certo che l'attuale via Fossalta si snodi sopra un vecchio corso d'acqua, quello stesso che lambiva il Castello e che in seguito azionava la ruota di alcuni mulini (lontana origine dell'industria molinaria di Conselve). Nel Seicento e nel Settecento, a Conselve, vennero costruite numerose ville gentilizie: Lazara (Canossiani),

Belegno (Seren), Lion Cavazza (Salom), Venezze (Deganello Ferrante), Cadò (ex Orfanatrofio Schiesari), Cavalli-Cappello (F. Schiesari), Fante (Gentilini), Zen (delle Catene), Sagredo (Toderini). 
Un'altra grande opera: il Duomo (1720-1748) con l'annesso campanile (1766), costati 47 anni di lavoro.

 
Contro il pericolo delle inondazioni, la Repubblica Veneta istituì speciali Magistrati delle acque, con il compito di controllare e provvedere alle necessità di arginatura. Sorsero i lazzaretti, come luoghi di isolamento nelle frequenti epidemie. Verso la fine del '700, le nostre terre furono infestate e terrorizzate dal brigantaggio, dal banditismo, dalla delinquenza armata...Fu un evidente segno di decadenza. Per questo, molti Signori, con troppa frequenza assaliti lungo la strada o in casa, abbandonarono Conselve per ritirarsi a Padova o a Venezia.

Quelli che restarono si costruirono dei cunicoli sotterranei (ancora visibili presso la fattoria Molon di via Fossalta) per nascondersi o per ottenere un aiuto da altre famiglie vicine.Nel 1797, la Repubblica di Venezia, dopo lunghi anni di lenta decadenza, giunge alla sua fine. I francesi, venendo dalla Lombardia, occuparono tutto il territorio e così anche Conselve ricevette i nuovi padroni, avidi di denaro, di scarpe, di cavalli, di panni...Alcuni conventi furono automaticamente soppressi e quasi tutte le chiese depauperate. L'arcipretale di Conselve fu defraudata di calici e paramenti preziosi. Si trattava della Rivoluzione Francese (1789-1799): fu un vero capovolgimento della storia. Leggi, monete, pesi, misure, bolli, calendario...tutto cambiò, senza limitazione...perfino, e nuovamente, lo stesso governo. Infatti il 17 ottobre 1797, a Campoformio, una firma di pace donava all'Austria tutto il Veneto. Parve una liberazione, di fronte all'infestante flagello, ma non fu così. Municipalità dunque, anche a Conselve: il leone di S. Marco fu fatto togliere dal campanile, dalla facciata del Comune, dalla colonna della piazzetta di Palù, dai frontoni dei vecchi palazzi...per ordine di Napoleone. Alla popolazione si richiesero prestiti, contributi, imposte, requisizioni...e sempre in nome della libertà. Unico decreto (26 agosto), provvidenziale per Conselve, fu quello dell'abolizione del "pensionatico", in forza del quale tutte le pecore della montagna potevano liberamente pascolare su tutte le nostre campagne.
Il territorio padovano fu diviso in 9 cantoni: Conselve costituiva il quarto. Con tutto ciò, mentre
ladrescamente mangiava sui nostri piatti, il giacobino invasore francese andava portando a termine il crudele piano di venderci agli Asburgo. Fin dal 15 marzo 1798, gli Austriaci procedettero alla nomina dei componenti il Consiglio (64 membri) della nuova Comunità Conselvana: erano 12 per ogni rione del paese (Villa, Correzza, Fossalta, Borgo, Pontecchio). Ogni gruppo di 12 era suddiviso in tre qualifiche, legate al censo: "artegiani" (non avevano più di nove campi), "masieri" (massari, benestanti, con case coloniche, terre e animali); erano compresi pure i gastaldi, muratori, tabaccai, bettolini, bigolari (venditori ambulanti),

arsenti, bisnenti (poveri dei casoni) emolti altri membri con mansioni diverse. Il 4 ottobre 1805, uno squadrone di Ussari a cavallo, comandato dall'arciduca Giuseppe, fece sosta a Conselve. Intanto Napoleone piega nuovamente gli Austriaci ad Austerlitz (2 dicembre 1805) e chiede che il Veneto entri a far parte del suo Regno Italico: Conselve così diventa il secondo cantone di Piove di Sacco, con 9 Comuni nel suo comprensorio. E' questo il periodo di nuove bande di briganti; soltanto nel 1810 un'azione energica delle forze dell'ordine riesce a debellarli. Nel 1812, la Deputazione Comunale venne sostituita dal Podestà. A Lipsia però, nel 1813, Napoleone fu costretto a retrocedere e nel Veneto, dopo otto anni, ritornano gli Austriaci per rimanervi fino al 1866, come Regno Lombardo Veneto. Fallite lesommosse del 1848, alle quali parteciparono non pochi conselvani, gli Austriaci piazzarono in Conselve una forte gendarmeria, dislocata in 16 case espropriate a privati e trasformate in caserme. 

Durante il Regno Lombardo Veneto, a Conselve furono portati a termine molti lavori di pubblica utilità: ricostruzione, allargamento e rettifica delle principali strade, prolungamento dei marciapiedi al centro, costruzione del liston sulla piazzetta della canonica, del selciato della loggia e della piazza antistante, rifacimento della canonica, restauro della Sede Municipale.
Aboliti i Cantoni, pass
arono da tre a sette i Distretti, fra i quali Conselve.
Il 14 luglio del 1866 il Veneto fu liberato fino all'Isonzo grazie a due grossi eserciti: uno dalla Lombardia con Vittorio Emanuele II e Lamarmora e l'altro del Po con Cialdini. Il 23 ottobre successivo anche la popolazione di Conselve fu chiamata a votare l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, nonché il nuovo Consiglio Comunale, in sostituzione delle precedenti Deputazioni Comunali. Il primo Sindaco di Conselve fu il Dr. Antonio Fante, proposto dal Prefetto della provincia e nominato con decreto reale. Fu coadiuvato da 4 assessori effettivi, da 2 supplenti e da 13 consiglieri.
Nei primi anni del '900, il Sindaco, Cav. Vittorio Franzolin, orchestrò, anche a mezzo stampa, una lotta contro i casoni in terra e paglia, che continuavano ad essere il poco glorioso distintivo per Conselve. Questa lotta durò dal 1909 al 1913. A nulla valse però: nessuna legge governativa venne mai in aiuto.
Conselve, durante il conflitto del 1915-18, rimase quasi priva di uomini validi: tutti gli abili dai 19 ai 45 anni furono chiamati alle armi e l'agricoltura subì grave danno, nonostante donne e ragazzi supplissero nel pesante e faticoso lavoro. I reduci, tornati alle loro case, incontrarono disoccupazione e miseria. Nelle famiglie regnava la fame.

Mentre quasi tutti tacevano, i socialisti operavano...su terreno fertile, favoriti dall'aria tesa. Anche in Conselve, come in ogni altro paese, fu istituita la Lega Operaia Socialista. La mira della lotta di piazza erano i signori, dispotici, restii ed intransigenti; era lo Stato incapace e debole; ed era pure la Chiesa, accusata di favorire e proteggere le piaghe della società.D'altro canto, entrò contemporaneamente in azione il partito popolare cattolico, diffondendo un messaggio di riforma sociale, basato su principi cristiani, formulati sull'accordo e sul rispetto reciproco. Altri partiti sorsero: fatto sta che un nostro bracciante conselvano passò, in poco tempo, a guadagnare da una lira e mezza al giorno a due lire all'ora! Naturalmente anche i profitti dei padroni si moltiplicarono: un uovo da 5 lire passò a 60 lire. Il mercato nero raggiunse il culmine. Scioperi, violenze, furti, delitti furono fatti quotidiani dovuti il più delle volte ad odio di classe.

Nell'aprile del 1921 regnava ovunque il fascismo che si affermò definitivamente con le elezioni politiche di quell'anno. Si ebbero grandi lavori di bonifica, nel 1929, a Nord di Conselve, lungo la Fossa Paltana, a spese dello Stato e del Consorzio preposto. Furono quattro anni di lavoro, per diverse centinaia di uomini del conselvano ma scarsissima fu la retribuzione.
Il fenomeno della Resistenza, durante la seconda guerra mondiale, portò alla formazione delle prime brigate partigiane. Ricordiamo a Conselve la Brigata Azzurra, con 50 aderenti, organizzata e comandata da Modesto Violato, coadiuvato da Luigi Varotto e, solo in un secondo momento, collegata con il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) di Padova. 
Aveva lo scopo di mettere in salvo i tanti prigionieri di guerra e di radunare gli ex militari, renitenti al richiamo nella Brigata Nera locale. A terrorizzare Conselve e tutto il padovano c'era la Brigata del maggiore Mario Carità, aggregata alle SS (Schutz Steffeln = truppe d'assalto) tedesche. I partigiani effettuavano sabotaggi alle comunicazion e qualche raro assalto a colonne militari tedesche o fasciste. Avevano scarsissime armi e temevano di provocare dolorose rappresaglie sulla popolazione inerme.   Il 9 settembre del 1944, conselve si trova invasa dalle SS tedesche. Molte furono le vittime in quell'anno. Alle ore 14.30 del 28 aprile 1945, gli Inglesi giunsero a Conselve. La gente era commossa e le campane suonavano a distesa. Le salme dei partigiani, caduti durante la Resistenza, furono raccolte, nel 1946, in un'unica tomba sotto la croce che sta al centro del cimitero.
 
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